Fuorisalone. Una stanza
Una stanza è un’installazione realizzata per il Fuorisalone negli spazi sotto la Stazione Centrale di Milano.
All’interno di questo contesto viene inserito un volume metallico astratto: una stanza essenziale, la cui dimensione si confronta con l’involucro che la ospita senza mai entrare in competizione con i materiali e le geometrie degli arredi Delvis esposti al suo interno.
L’involucro viene tagliato in corrispondenza dei mobili. Dall’esterno questi appaiono solo parzialmente, attraverso aperture che lasciano intuire ciò che accade dentro senza rivelarlo completamente.
La stanza diventa così contemporaneamente contenitore e dispositivo espositivo. I tagli mettono in relazione interno ed esterno, trasformando la visione incompleta degli oggetti in un invito ad attraversare la soglia. Solo entrando, il visitatore ricompone ciò che dall’esterno aveva percepito per frammenti e può vivere direttamente l’atmosfera rarefatta dell’installazione.
I pannelli metallici che costruiscono la stanza non nascondono il modo in cui sono assemblati. Le loro cuciture rimangono volutamente visibili, dichiarando il carattere temporaneo e reversibile della costruzione. La stanza non finge quindi una permanenza che non possiede: mostra la possibilità di essere montata, smontata e infine scomparire.
La temporaneità dell’installazione diventa così anche occasione per una riflessione più ampia. L’architettura costruisce per un tempo limitato un luogo che prima non esisteva e che tornerà a non esistere, ricordando, attraverso la propria precarietà, il carattere transitorio dell’abitare e, più in generale, della vita.
L’architettura sceglie di arretrare formalmente per mettere in evidenza ciò che contiene, ma proprio attraverso questa sottrazione e attraverso la dichiarazione della propria temporaneità costruisce la sua presenza.